sabato 23 marzo 2019
A scuola per trasformarsi da specchi in finestre
"Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre.” Ne era convinto il giornalista americano Sidney G. Harris. Come ne era convinto il celebre professor Keating nel film L'attimo fuggente, interpretato in modo magistrale da Robin Williams: un professore che invitava i suoi studenti a guardare il mondo da prospettive diverse, evitando la pericolosa cristallizzazione delle nostre visioni del reale, o, peggio ancora, la riduzione della meravigliosa complessità di ciò che sperimentiamo quotidianamente in schemi pre-confezionati e superficiali. Ecco, trasformare gli specchi in finestre significa questo. Ma significa anche evitare che la scuola sia il luogo del semplice rispecchiamento di una cultura trasmessa senza la linfa vitale dell'emozione. So già che scrivendo questo mi attirerò le ire di chi crede che il valore di una formazione scolastica si misura esclusivamente sui contenuti. E chiarisco: chi la pensa così ha sicuramente una grande parte di ragione. I contenuti sono fondamentali. E' da essi che nasce la conoscenza e, per usare l'orribile parola magica che circola nelle stanze ministeriali purtroppo da decenni, la competenza. Ma, e di questo resto fermamente convinto (forte anche di una robusta schiera di pensatori e studiosi ben più autorevoli di me) la conoscenza passa prima dal cuore e poi dalla corteccia cerebrale. Tutti noi insegnanti dovremmo sempre tenerlo presente. Diversamente, entrando in classe, ci troveremo sempre di fronte, nella migliore delle ipotesi, un insieme di specchi opachi. Che riflettono la nostra incapacità di aprire finestre.
domenica 17 febbraio 2019
"Sei uno sporco ebreo"
Insulti razzisti al filosofo Alain Finkielkraut
L’episodio si è verificato durante la manifestazione organizzata dai “gilet gialli” a Parigi, ieri, per protestare contro Macron e il governo francese. Durante le proteste, un gruppo di manifestanti ha riconosciuto Finkielkraut, importante filosofo e giornalista nato in una famiglia di ebrei polacchi scampati alla Shoah ( (i suoi genitori erano sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz), e ha iniziato a vomitargli contro diversi insulti e frasi antisemite come “ebreo di merda”, “sionista di merda”, "il popolo ti punirà". Finkielkraut ha detto di avere percepito un “odio assoluto” nei suoi confronti e che ha temuto per la sua incolumità. Fortunatamente, è intervenuta la polizia per proteggerlo, formando una barriera per evitare che i “gilet gialli” si potessero ulteriormente avvicinare.
Che dire... La barbarie avanza... Agli educatori e ai politici, (ma quelli veri, non coloro che fanno demagogia da due soldi) il compito, difficile, di invertire la rotta. Occorre tenere accesa la luce del pensiero e della cultura, evitando che le tenebre dell'ignoranza e dell'odio prendano il sopravvento. per scongiurare che ci si trovi davanti - come recita il titolo di uno dei libri più famosi dello stesso Finkielkraut - L'umanità perduta.
sabato 16 febbraio 2019
Stipendi più alti nelle scuole del Lombardo-Veneto
La Scuola Italiana verso il disastro
Ora, dico: ci vogliamo svegliare o no?
Si può ancora accettare passivamente tutto questo?! Si vuole porre fine, una volta per tutte, a questo processo che, si badi bene, non è cominciato lo scorso San Valentino ma alla fine degli anni Novanta, quando i 'pionieri' dell'autonomia hanno avviato la scuola verso la privazione della sua funzione educatrice e formatrice del cittadino per asservirla agli interessi del potere, dei mercati e, oggi, di una classe politica meno che mediocre e ispirata alla peggiore delle demagogie?
E non bastano solo le raccolte di firme o un giorno di sciopero, diciamolo chiaramente. Bisogna fermarsi, completamente. Fermarsi e andare sotto la sede del Ministero. Punto.
venerdì 15 febbraio 2019
A Sanremo c'è Satana
![]() |
| Virginia Raffaele durante lo sketch incriminato |
Il vero male dell'assenza di pensiero
Dico, ma ci accorgeremo prima o poi del baratro in cui sta precipitando la società italiana? Dell'abisso, al confine tra farsesco e drammatico, in cui anneghiamo quotidianamente? Dài, a tutto c'è un limite. L'ultimo esempio, viene dal famigerato palco di Sanscemo, dove, secondo autorevoli esorcisti,“Virginia Raffaele ha invocato per ben cinque volte il nome di Satana!" Sì, avete capito bene: una denuncia di satanismo alla imitatrice. Con tanto di esternazioni e condivisioni di politici che ne approfittano per ammiccare al mondo cattolico. Fino all'immancabile post di Salvini, che si dice preoccupato... Mamma mia...
Ma santoiddio è così poco chiaro davvero quello che è realmente successo?! In uno degli sketch fatti al Festival, quello in cui intonava la canzone “Mamma” di Beniamino Gigli fingendosi un grammofono rotto, la Raffaele, è vero, ha pronunciato per cinque volte il nome di Satana. La gag , peraltro pregevole, consisteva nell'interrompersi come capita ai vecchi dischi: a un certo punto, interrompendosi, Raffaele dice “Satana” cinque volte in falsetto. Ma era chiaramente una presa in giro delle vecchie teorie più o meno complottiste secondo le quali ascoltando al contrario alcune canzoni rock e pop si sentirebbero messaggi satanici.
In una società 'normale' non sarebbe accaduto nulla. Da noi, invece, è successo il finimondo. E sarà un caso, mi chiedo, se negli stessi giorni il Ministero dell'istruzione sponsorizza corsi di esorcismo - sì, avete di nuovo capito bene - per l'aggiornamento degli insegnanti di religione?
Credo sia il caso di rimboccarsi le maniche e reagire con la forza della ragione, del pensiero e della cultura, a tutti i livelli. Diversamente, la barbarie è alle porte.
mercoledì 13 febbraio 2019
I tempi di Gloria
Pregevole esibizione della pianista Gloria Campaner al Liceo "Emilio Ainis" di Messina
Tra le
qualità richieste a un grande interprete c’è senz’altro quella di rendere vivo
il messaggio espressivo di ciò che suona. E di riuscire a farlo pur rispettando
le coordinate stilistiche dei brani in questione. Gloria Campaner possiede tale
qualità in modo gioiosamente debordante. Abbiamo avuto il piacere di ascoltarla
nell’Auditorium del Liceo “Emilio Ainis” di Messina, in occasione
dell’inaugurazione di due laboratori didattici e del nuovo di zecca pianoforte
a coda; pianoforte che va ad arricchire il già cospicuo patrimonio strumentale
dell’unico liceo musicale presente nella città peloritana. Dopo il saluto del
preside Elio Parisi e dei rappresentanti delle istituzioni, la Campaner - che è anche direttore artistico dell'associazione musicale "Vincenzo Bellini" di Messina - ha
regalato all’affollata platea l’esecuzione dei 24 Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin. Un’opera
conosciutissima del maestro polacco (composta tra il 1836 e il 1839 e in gran parte durante il non facile soggiorno nella umida ed isolata Maiorca), alla quale egli, inserendosi nel nobile
solco tracciato dal Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach, consegna un autentico
scrigno di spiritualità e gemme sonore. Gloria mette in atto un’esegesi
raffinata dei Preludi, caratterizzata,
in primo luogo, da una sapiente dilatazione dei tempi nei pezzi più lenti; un’autentica
rarefazione del ritmo mai fine a se stessa, però, funzionale com’è ad
assecondare il disegno melodico e il bassorilievo armonico in tutta la sua generosa
e godibilissima parabola espressiva. A titolo esemplificativo citiamo la mirabile resa del n. 2, la parte centrale del n. 15, il n. 6 e il n. 20 (ma gli esempi potrebbero essere più numerosi). Con tale approccio, i brani vengono
letteralmente ri-creati durante l’esecuzione e l‘ascoltatore viene trascinato
in una dimensione sovratemporale, alla quale non nuocciono le esplosioni sonore
e il vigore dei Preludi più brillanti (nei quali l’interprete supera più che
dignitosamente le asperità della tutt’altro
che agevole meccanica Kaway), inquadrati come sono dalla Campaner, complementarmente, in un disegno
formale di pregevole coerenza. Applausi entusiasti al termine e richiesta di bis
accontentata con l’esecuzione di Sogno dalle Scene infantili op. 15 n. 7 di Robert Schumann, che
conferma quanto di buono – e bello – apprezzato in precedenza
sabato 9 febbraio 2019
Sinistro dell'Istruzione
domenica 27 gennaio 2019
Un piccolo esercizio di umanità
Stamattina la radio, in una delle tante - mai troppe - trasmissioni dedicate al giorno della memoria, mi ricordava che circa 200.000 bambini di età inferiore ai dieci anni vennero internati ad Auschwitz-Birkenau. Di essi nessuno tornò a casa. Alla loro memoria e a quella di tutti i bambini vittime della violenza, della disumanizzazione e dell'assenza del pensiero, dedico una mia breve interpretazione del tema principale composto da John Williams per il film Schindler's List. La musica ha enormi pregi: uno, forse il più grande, è quello di ricordarci la dimensione spirituale dell'essere umano
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